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Di antica formazione Trobaso è stato passaggio obbligato per arrivare a Intra e Pallanza e alle altre cittadine rivierasche del Lago Maggiore. L'importanza storica di Trobaso dal ritrovamento di cimeli romani e dai documenti storici del secolo decimo che lo menzionano, è dovuta alla sua posizione geografica nel territorio.
La sua posizione strategica allo sbocco delle valli retrostanti ne ha fatto un centro di convergenza di tutti i percorsi viari provenienti dall'entroterra e di passaggio obbligato verso il lago. Su Trobaso convergono infatti le strade per Cambiasca, Unchio e Santino e cioè per la Valle Intragna, per la Val Grande e per la stessa Val d'Ossola, via Bieno.
L'ambiente urbano di Trobaso e quindi anche il suo monumento più insigne, la seicentesca chiesa di S. Pietro, che sorge distaccata dall'abitato sulla strada per Cambiasca, vanno inquadrati e compresi in questa prospettiva storica di stretto legame al territorio.
II nucleo più antico di Trobaso è riconoscibile nella struttura irregolare del borgo che gravita sulla strada principale, l'attuale via della Repubblica, e si rivela nei vecchi edifici, negli angusti vicoli e nei frequenti sottopassi di collegamento all'interno degli isolati che formano una nota caratteristica del suo quadro urbano.
In posizione elevata, quasi a picco sull'argine del S. Giovanni, oltre l'orrido suddetto e lungo la strada per Cambiasca, sorge la bella chiesa della Madonna del Carmine, originariamente dedicata alla Madonna della Neve. L'edificio è stato ampliato e risistemato nel 1700, inglobando una più antica chiesa. Tutti gli elementi e motivi architettonici caratteristici e ricorrenti nelle chiese dei territorio sono riuniti in questo monumento che rappresenta un notevole esempio tra gli edifici religiosi della zona.